Influenza A pandemia o paranoia?

Prima di iniziare a scrivere questo articolo devo fare alcuni chiarimenti, per rendere chiare le varie terminologie che andrò ad utilizzare durante il corso di questo testo.
OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità.
Con il termine Influenza Suina, stiamo ad indicare i casi di contagio endemico del virus Orthomyxovirus dai suini all’uomo.
Orthomyxovirus (dal greco “orthos” per dritto e “myxa” per muco), è una famiglia di virus che utilizzano l’RNA come materiale genetico, e comprende cinque generi di virus:Influenzavirus A
Influenzavirus B
Influenzavirus C
Thogotovirus
Isavirus
L’influenzavirus A provoca tutte le pandemie di influenza, ed infetta l’uomo i mammiferi e gli uccelli, l’influenzavirus B infetta gli esseri umani e i pinnipedi, l’influenzavirus C gli esseri umani e i suini. Gli Isavirus infettano i salmoni, mentre i Thogotovirus infettano i vertebrati ed invertebrati come zanzare e Copepodi. L’H1N1 è un sottotipo dell’Influenzavirus A, la comune influenza.
Fine introduzione.
Scusate per il cappelletto, nel quale mi sono dilungato, ma volevo far un pò di chiarezza dato che giornali e telegiornali non si soffermano mai a spiegare chiaramente una cosa, ma fanno solo disinformazione.
Tornando a noi, l’influenzavirus che sta tanto facendo parlare di se in questi mesi è una variante del l’influenzavirus A, il ceppo dell’influenza principale e più variabile geneticamente, che cambiando ogni circa dieci anni, approfitta delle popolazioni non immunizzate per diffondersi.
Le preoccupazioni, sono destate da un suo sottotipo, chiamato H1N1 per la presenza di due proteine sulla sua superficie l’Emoagglutinina e la Neuraminidasi. Il sottotipo H1N1 però è anche lo stesso virus che circola stagionalmente nell’influenza, con l’unica differenza che questo essendo una derivata dell’influenza suina, integra in se del materiale genetico che colpisce gli uccelli, una porzione l’uomo e due parti del virus dei suini. Questa caratterizzazione così precisa, sta a nostro vantaggio perchè favorisce un rapido sviluppo dei vaccini.
Da aprile 2009 sono stati accertati focolai dell’infezione nell’uomo in Messico e la morte di alcuni infetti ha fatto crescere la paura di pandemia, da allora casi sporadici si manifestano in tutto il mondo e tra i vari casi vi è stata la morte anche di un italiano residente all’estero. Il virus secondo i medici non si trasferisce dai suini all’uomo attraverso la carne, ma consigliano in ogni modo di mangiarla ben cotta oltre i 70° per evitare ogni pericolo.
Arrivati a questo punto però analizziamo un pò il rischio di questa influenza.
Per il momento la pandemia è molto poco aggressiva rispetto alle precedenti, ma ciò che preoccupa maggiormente è l’evoluzione della stessa, dato che l’Oms ha dichiarato che la distanza che ha percorso questo virus in 6 settimane gli altri lo percorrevano in 6 mesi(sarà che dal ‘68 ad ora i mezzi di trasporto sono più capillari e veloci?) . Altre preoccupazioni, sono dovute al fatto che le pandemie hanno la tendenza a diffondere 2-3 ondate, di cui le ultime sono peggiori delle prime, poi si deve considerare la pericolosità di questo virus su persone malate croniche(ma anche una normale influenza è letale in questi casi) e per ultimo il virus potrebbe unirsi con altri virus e quindi diventare più pericoloso.
Da questi dati si evince quindi che questo A/H1N1 non è nulla di eccessivamente preoccupante, la guarigione avviene di solito senza grosse difficoltà, dato che la nuova influenza presenta un tasso di mortalità inferiore a quello delle influenze stagionali.
Sir Liam Donaldson, Chief Medical Officer per l’Inghliterra ha dichiarato che solo il 16% dei morti era apparentemente sano, il resto dei decessi invece si sono verificati in soggetti immunodepressi o comunque con problemi di salute preesistenti. L’Oms però ha dichiarato lo stato di pandemia in seduta urgente, considerando 209.000 casi di contagio e circa 2185 morti, che facendo un rapido calcolo, mostrano un tasso di mortalità dello 0.01%, contro l’1% di una normale influenza stagionale.
Rapportando velocemente questi dati si evince quindi che ogni 100 “cento” casi di morte per influenza stagionale, c’è 1 “uno” caso di morte per influenza suina/a/H1N1.
Concludendo, spulciando tutti i dati forniti dall’Oms e dai vari giornali, non riesco a trovare il motivo per il quale questa influenza è talmente temuta da dover stanziare miliardi di dollari/euro per vaccinare tutti.
Forse per paura di mutazioni di questo sottotipo H1N1 in un’altro più pericoloso?
Non sono un medico, ma una medicina per A non è detto che vada bene anche per B, quindi bisogna ristanziare i fondi ed attendere le case farmaceutiche.
Forse però ho trovato il motivo, da qualche anno a questa parte, i vaccini per le influenze stagionali non erano più considerati una necessità per chi non fosse immunodeficiente o malato cronico, quindi le cause farmaceutiche dovevano trovare un pretesto per poter vendere i normali antivirali e successivamente il vaccino vero e proprio. Questa influenza, sta portando con se alcune vittime, fra le persone già immunodeficienti, come anche l’influenza stagionale, ma oltre questo sta procurando un giro di diversi miliardi tra farmaci e paliativi(come ad esempio le mascherine). Non voglio essere complottista, ma vedere un tale schieramento di mezzi, per un influenza, mi fa pensar male.
Saluti.
Tutti i dati utilizzati in questo articolo sono verificati da più fonti e sono di libera consultazione, le conclusioni che ho tratto sono soggettive e quindi puramente frutto della mia immaginazione, che probailmente portà non coincidere con il pensiero di altri. Il tono sarcastico dato all’articolo deriva dal fatto che ogni mezzo di informazione, almeno quelli italiani, creano solo allarmismo senza però fornire dati verificati da più fonti. Se le vostre considerazioni sono differenti dalle mie, mi farebbe molto piacere poterle condividere con voi, tramite email o perchè no pubblicamente nei commenti di questo articolo.
Domenico “Spinx” Rescigno


