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Passaggio a Linux – I passo: la scelta della distribuzione

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Correva l’anno 1991, Linus Torvalds di appena 21 anni iniziò a lavorare su alcune semplici idee per un sistema operativo. All’epoca era ancora uno studente ma, il 25 agosto 1991, scrisse un post che fece conoscere al mondo il suo progetto, in 18 anni quelle idee sono diventeto uno dei sistemi operativi più utilizzati al mondo.
Dopo 18 anni il sistema si è evoluto in modo esponenziale, siamo passati da circa 176.250 linee di codice per la versione 1.0 del kernel, ad oltre 10,195,402 per la versione 2.6.28 dello stesso.
Se siamo stufi di utilizzare Windows e non siamo simpatizzanti Apple, c’è una terza scelta, un sistema operativo leggero e funzionale, personalizzabile in ogni suo aspetto, questo sistema è Linux.
Una distribuzione, detta anche distro, è un sistema operativo che oltre al kernel Linux comprende anche un insieme variabile di altri strumenti e applicazioni software. Esistono circa 300 progetti attivi ed in fase di sviluppo, ma in questo articolo parlerò solo delle più conosciute e differenziate tra di loro.

Ad un occhio inesperto le distribuzioni sembreranno tutte uguali, o in alternativa diverse soltanto per il loro aspetto esteriore, ma in verità le differenze tra due distribuzioni, anche se simili sotto l’aspetto grafico possono essere molteplici.
I componenti principali di una distribuzioni Linux, qualunque essa sia, sono il kernel Linux ovviamente, librerie e strumenti GNU, un server grafico, un window manager, un desktop environment ed infine software vario.

Dopo questa introduzione, passiamo al sodo: Come scegliere una distribuzione Linux?
Per poter scegliere una distribuzione, come prima cosa bisogna conoscere le differenze, che possono essere di natura tecnica come un diverso supporto hardware, fino a quelle organizzative e filosofiche che possono essere le scelte alla base dello sviluppo della distro stessa.
Dato che non conosco e non c’e’ spazio per parlare di tutte le distro oggi attive, parlerò di quelle più conosciute ed utilizzate.

Partiamo dalla mia preferita Archlinux, leggera, veloce, estremamente scalabile e adattabile alle proprie esigenze. Essa si basa sulla filosofia KISS(Keep It Simple, Stupid), come semplice però non si intende facile, ma una struttura di base leggera, senza inutili aggiunte, modifiche o complicazioni, che permette al singolo utente di modellare il sistema secondo le proprie esigenze. In breve, un approccio elegante e minimalista. Quindi non adatta agli utenti alle prime armi o non desiderosi di smanettare. Essa è una rolling relase, cioè una distro a rilascio continuo il che permette di avere immediatamente tutti gli aggiornamenti disponibili senza dover attendere l’uscita della nuova versione del sistema operativo.

Damn Small Linux è una delle distribuzioni più leggere, utilizza Fluxbox come wm, e quindi è particolarmente indicata per i pc lenti o datati. Grazie alle sue dimensioni di circa 50mb è possibile utilizzarla anche come distro di emergenza tenendola sempre su penna usb.

Debian è una delle distribuzioni più anziane e importanti nel panorama Linux. Essa fa della stabilità uno dei punti cardini dello sviluppo, ma allo stesso tempo abilitando il ramo unstable, otterremo Debian Sid una rolling relase basata sempre su tutti gli ultimi pacchetti. Il progetto Debian ha tra i suoi obiettivi quello di creare “il sistema operativo universale”: sono stati sviluppati dei port per altri kernel, fra i quali GNU Hurd, Solaris, NetBSD, e FreeBSD. Questi port non sono ancora stati rilasciati ufficialmente e quindi, al momento, Debian è esclusivamente una distribuzione Linux. Esso inoltre supporta oltre 10 architetture quindi può essere utilizzato ovunque dal sistema embedded al super calcolatore.

Fedora è una distribuzione sponsorizzata da Red Hat. Essa molto curata nell’aspetto utilizza e distribuita con tutti i maggiori de come Gnome, Kde, lxde, viene aggiornata frequentemente con le ultime novità ed il passaggio anche da una versione all’altra dato che si parla di una fixed relase è molto semplice e sicuro. Il sistema di pacchettizzazione è basato su RPM Package Manager e l’installazione è disponibile sia in modalità testuale che grafica.

Gentoo Linux è basata sui sorgenti che permette di ottimizzare e rendere estremamente flessibile il sistema. La compilazione degli stessi quindi da un lato è un innegabile vantaggio, dall’altro si traduce in ore e ore di compilazione prima di giungere ad un sistema completo ed utilizzabile. L’installazione avviene manualmente, seguendo l’apposito manuale oppure attraverso l’installer del livecd. Inoltre alcuni dei punti di forza di questa distro sono l’enorme disponibilità di tutorial e una delle comunità di utenti più calorose con cui abbia mai avuto a che fare.

Ubuntu è una distribuzione derivata da Debian, è salita alla ribalta per la facilità d’installazione e d’utilizzo e per la disponibilità di frequenti aggiornamenti della versione stabile. Supporta i pacchetti Debian e il desktop GNOME. Esistono numerose varianti, tra cui Kubuntu, Xubuntu ed Edubuntu. Attualmente è la distro più diffusa e popolare.

In questo piccolo articolo ho dovuto tralasciare per motivi di spazio altre grandi distribuzioni come per esempio Mandriva, Suse, RedHat, Slackware, ecc, alcune per scarsa conoscenza della stessa, altre per non essere direttamente indicate per i principianti.
Nei prossimi articoli parleremo dei principali problemi che possono esserci al passaggio a Linux, come per esempio la scelta dei programmi.

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