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Le città fantasma più belle al mondo – Hashima

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Nello scorso articolo abbiamo parlando di Prypjat una delle città abbandonate meglio conservate ed evocative. La città di cui parleremo oggi non è da meno, infatti Hashima, isola giapponese comunemente detta Gunkanjima (Battleship Island) dalla somiglianza ad una nave da guerra, ora è completamente disabitata, ma nel periodo di massimo splendore aveva una densità di popolazione di circa 1391 persone per ettaro, entrando a pieno diritto fra le città più densamente popolate.

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L’isola di Hashima fa parte della prefettura di Nagasaki, ed è stata popolata dal 1887 fino al 1974 e la popolazione era formata prevalentemente da minatori, che estraevano il carbone dalla miniera presente sull’isola. Quando però il carbone fu considerato poco redditizio, e fu soppiantato dal petrolio nel 1960, l’isola nei 14 anni successivi vide diminuire pian piano la popolazione, fino a rimanere completamente deserta.  Dal 22 Aprile 2009 è possibile visitare l’isola con una guida, ma il pericolo di crolli permette di poter visitare solo una parte molto piccola della stessa.

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L’isola molto conosciuta in Giappone, è apparsa in molti film, come per esempio Battle Royale II: Requiem, The 1949, non mancano all’appello nemmeno videogiochi, infatti l’isola è anche il livello finale del gioco Killer7. L’isola oggi è considerata come uno dei reperti più importanti della civilizzazione moderna, ed infatti non manca tra i luoghi culto degli amanti delle rovine. Nel 2009 inoltre, l’isola è apparsa nel documentario di History Channel’s, Life After People, in cui viene mostrato che dopo poco più di 30 anni di abbandono le abitazioni sono quasi tutte inagibili, e molte già crollate.

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Una organizzazione non profit chiamata The Way to World Heritage Gunkanjima, si propone di far entrare l’isola a far parte del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO in collaborazione con Modern Industrial Heritage Sites. L’isola da qualche anno è in ripristino e in messa in sicurezza per permettere ai turisti di poterla visitare, ma considerando le condizioni generali, il percorso di ristrutturazione è molto lungo e costoso.

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Negli anni a venire sempre più parti dell’isola saranno aperte ai turisti, permettendo quindi sempre più entrate economiche, che permetteranno di sovvenzionare sempre più lavori per la messa in sicurezza di tutta l’isola.

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